giovedì 28 maggio 2015

La ragazza della porta accanto: La verità è peggio dell'horror

Il film del 2007, diretto da Wilson, è un film che corrode gli organi.
La storia è tratta dall'omicidio della sedicenne Silvya Lickens, considerato l'omicidio più sconvolgente di sempre, nel 1965.
La regia del film rende un'aria di pace, mai arriverai a capire se è uno scherzo, se stanno giocando, fino a pellicola inoltrata. Stacchi molto belli, per quanto riguarda la parte tecnica e una scenografia fantastica, come i dialoghi, forse le luci sono leggermente fastidiose.
Questo film è brutale, disturbante, così reale che pensi che non sia possibile. A far paura nel film, a disturbare, è la naturalezza nello svolgersi delle scene, il cambiamento della psicologia dei personaggi che apprezzavi e la normalità, come se fosse vita di tutti i giorni, nella quale si svolge il tutto.
La cosa più terrificante, vi invito ad informarvi, è che tutto è vero!
LA RAGAZZA DELLA PORTA ACCANTO: 96/100

mercoledì 27 maggio 2015

Salvatores: ribellione ed utopia

A volte ci dimentichiamo del premio Oscar Gabriele Salvatores eppure, quando si tratta di narrare temi sociali, il Gabriele nazionale non ha rivali!
I suoi maggiori successi si sviluppano proprio ad inizio carriera, l'ormai sessantaquattrenne Salvatores esordisce relativamente tardi, a 33 anni ( caso?), e subito il suo successo sale portandolo, in otto anni all'ambito premio Statunitense, non senza qualche altro riconoscimento.
Io, in verità, invito a vedere ogni film di Salvatores ma, per dirne quattro che ricoprano la carriera del regista e il tema di questa giornata, vedete: Mediterraneo, Puerto Escondido, Sud ed Educazione Siberiana.
Personalmente, il film ambientato nell'omonima città nell'ovest del Messico, mi ha appassionato particolarmente, tanto da battere in numero di volte di visione ogni altro film, con circa venti!
Salvatores meriterebbe il triplo del successo che ha e, per capirlo, bisogna guardarlo.

IS "is" not Islam: l'apertura al cinema.

Ancora esiste la censura, è vero, ma i registi riescono a fare il proprio lavoro e a portarlo oltre confine.
Dimostrano realtà di questi paesi che a noi sono sconosciute, addirittura lotte contro l'omofobia, per noi quasi inconcepibili in paesi come questi, eppure è così. Diritti delle donne,degli uomini, libertà di culto, tutti temi centrali di questo cinema.
Basti pensare a "La bicicletta verde" ormai famosissimo. Rimane perenne l'attrito con Israele, se non in Arabia Saudita, dovuto a motivi politici e non sono qui per esprimermi sulla politica.
Le differenze linguistiche arabo dialettali hanno, per molto tempo, bloccato anche la diffusione intro-araba del cinema medio orientale ma, oggi, appianate diverse divergenze anche con i diritti umani, il cinema supera i confini di quella terra chiusa e si muove verso l'occidente, che osserva (se attento) una cultura che a noi è praticamente sconosciuta. L'incostanza del cinema di zona degli anni '70/80 si è sostituita ad un boom moderno, fino ad arrivare a trattare il tema non solo tramite documentari o film estremamente seri, ma anche con il "grottesco" e il comico.
Piccola citazione va fatta al film "L'infedele", una storia che smaschera i pregiudizi sull'Islam,facendo vedere la parte liberale contrapposta alla parte estremista.
Citazione più celebre va fatta ai personaggi dell'ebreo Sacha Baron Cohen che, con i personaggi Borat e Alladin califfo di Wadya, sbugiarda l'occidente sul pregiudizio e critica l'estremismo, tutto alla luce del sole, con una comicità per niente velata.
Insomma, l'Islam si apre e che l'occidente si apra all'Islam.
Islam is not terrorism!

Cambio tutto in un atto, in un evento!

Influenzavano le arti classiche e, il cinema, si è preso la sua parte.
Che bella parola, rivoluzione (sociale,politica,sessuale etc...). Quanto è forte lo schermo?
Sappiamo che i documentari Luce servivano da propaganda al regime fascista, accenno a questo tipo di documentari anche ne "Il bambino con il pigiama a righe" ma, finita la guerra, arrivata la liberazione, il cinema si scatena in tutto il mondo, fino ad oggi.
Non so quanti film contiamo sulla seconda guerra mondiale, ma tanti da far venire i brividi e,da una parte all'altra del mondo, si parla di rivoluzioni passo dopo passo.
Anche in questo campo, la grande svolta rivoluzionaria è il '68 e la nascita dei registi militanti: Salvatores in testa tra tutti. La distopia classica dei film sostituita dalla speranza dell'utopia e la rivoluzione sessuale che arriva su ogni schermo, fino a svincolare la pornografia dalla censura.
Questo riguarda il nostro paese che, oggi, sta subendo un'altra rivoluzione sociale e vi faccio una domanda: Quanti film sulla mafia contate negli ultimi dieci anni?
Il cinema è uno strumento fortissimo, dai documentari ai corti e ai lunghi, è un'esplosione di idee e di rivoluzione.
Ogni volta che un paese cambia, il proprio cinema esce dai confini: India, Sud America e,oggi, alcune regioni medio orientali.
Continuando con gli esempi all'estero ci perdiamo:
Black panters,woodstock,Cuba,Jihad,Vietnam e addirittura rivoluzioni "futuristiche", un impatto sul cinema così grande che è dovuto sicuramente ad una sensazione di speranza!

Che, l'argentino: La rivoluzione al cinema.

Nel 2008 Soderbergh porta al cinema un film biografico che, comunisti e non, aspettavano da tempo: la storia della rivoluzione Cubana e le avventure, dalla Granma alla conquista di La Havana, di Ernesto Guevara.
Estremamente fedele alla realtà, il film si presenta benissimo: tratti di vita del rivoluzionario si alternano ad eventi a lui presenti, come l'incontro con Castro in Messico. La regia è buona ma le ambientazioni, la fedeltà al dettaglio della storia e un montaggio interessante, ti portano all'interno del film, quasi stessi lì con Ernesto.
E' un film destinato a diventare cult e sul quale non c'è tanto da dire: essendo un film biografico possiamo giudicarne la fedeltà alla storia, che c'è!
Rivoluzionari o no, guardate il film su Guevara più bello mai girato:
CHE,L'ARGENTINO:90/100

martedì 26 maggio 2015

Quale fu la prima fiaba ad arrivare sullo schermo?

Dalla fiaba dell'ispiratore dei fratelli Grimm, 1694, ad opera del membro dell'Accademìe, il letterato Charles Perrault, nel 1904 (riproposto nel 1908) abbiamo il primo cortometraggio fiabesco, proveniente proprio dalla Francia.
Si tratta di Pelle d'asino, famosissima fiaba secolare e meno fortunato sullo schermo, sotto la direzione di Capellani e Lorant-Heibronn.
L'esperimento, però, porta al successo cinematografico la fiaba nel 1970 con Jacques Demy, in cui Pelle d'Asino è interpretato dalla maestra Catherine Denueve.
Per una volta, la Francia fa scuola.

Disney è l'infanzia di tutti.

Provo sempre un pò di tristezza quando, nell'infanzia oggi, a classici Disney, vengono affiancate quelle porcherie d'oltre Asia.
La casa di Walt, più di tutte, ha rappresentato due cose:
1) tutte le svolte grafiche  cartone animato
2) Quelle fiabe, riadattate, che servivano a crescere.
Dal 1923, non senza qualche macchia riguardante la vita personale di Walt e presunti messaggi subliminali, la Disney rappresenta l'eccellenza nel mondo della fiaba per bambini.
Vogliamo parlare delle produzioni Disney? Assolutamente no, ci potremmo scrivere un saggio grande quanto il capitale di Marx e, il mio, vuole essere un articolo quasi di ringraziamento per ciò che la casa di produzione ha dato a miliardi di bambini nel mondo e continua a dare, sfornando successi e, qualche volta, anche qualche "flop".
Sappiamo che il fenomeno commerciale della favola di inizio secolo non si è mai fermato, ampliandosi in parchi, studios, collaborazioni che fruttano stipendi dirigenziali da 360 milioni l'anno, fatturando "appena" due miliardi ogni prodotto.
Volete far vedere qualcosa ai vostri figli, fratelli e sorelle, nipoti che valga? Inserite quella vecchia cassetta che sicuro avete ancora!

I Grimm estesi a macchia d'olio nel cinema.

Jacob e Wilhelm Grimm, filosofi famosi soprattutto per le loro fiabe,un culto della letteratura dal 1800 ad oggi.
Parlare di ogni singolo riadattamento cinematografico e ogni singola citazione dei famosi fratelli tedeschi, richiederebbe un articolo di pagine e pagine, limitiamoci quindi a fare qualche esempio e a vedere quanta influenza hanno avuto.
Lo sappiamo tutti, loro hanno reinventato la fiaba: tetra e romantica, macabra e piacevole.
Le fiabe dei Grimm bisognerebbe leggerle, perchè spesso mostrate in maniera diversa dall'originale ma appaiono riferimenti ai loro personaggi praticamente ovunque:
Biancaneve,Cenerentola, I musicanti di Brema, Cappuccetto rosso, Il gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, Pollicino... chi non li conosce?
Tramite tutti ,ma soprattutto tramite la Disney, abbiamo una conoscenza quasi perfetta di quei personaggi.
Le citazioni,invece, non finiscono mai: non se le risparmia neanche Garrone in tales of tales e non finisce qui la fama dei Grimm, finiscono anche in prima persona sullo schermo per ben tre volte:
Cinderella di Tennant, 1998
I fratelli Grimm e l'incantevole strega di Gilliam, 2005
La serie, poco celebre in Italia, Grimm, dal 2011
Sono quei personaggi che non sentono il peso del tempo, dalla loro prima pubblicazione del 1812 sono passati 203 anni eppure la fama non accenna a placarsi.

Il labirinto del fauno: Una fiaba nell'incubo

1944, la spietata dittatura di Franco è salda in Spagna e il paese si trova a fare i conti con i tentativi di sovversione rivoluzionari.
Partiamo dall'inizio, la storia reale è più forte della fiaba in sè, perchè manca di pecche narrative.
La fiaba di Ofelia sembra quasi passare in secondo piano, ma si sposa bene con la storia che si svolge nel mondo reale.
Insomma, quasi tutto il film è fatto da due storie completamente differenti che pian piano si avvicinano tra di loro.
Passiamo a ciò che mi ha colpito di più: la regia! La regia di Del Toro è fatta bene, la resa di ogni spazio,intrecciato tra la location fiaba e quella storica,è data già da subito,prima che le narrazioni si uniscano effettivamente; Ho amato le dissolvenze di montaggio e le idee di stacco di regia.
Altra cosa che colpisce di questo film è la scenografia, con trucchi e costumi annessi, che è molto reale nel crudele mondo del fascismo spagnolo e molto surreale nel magico mondo di Ofelia.
Il finale del film è tutto da capire ed interpretare, poteva sembrare banale e invece è l'opposto.
Passiamo al punto debole della pellicola di Del Toro: lo sviluppo della fiaba stessa, lento e a volte debole e scontato, con più attenzione alla narrazione storica degli eventi ma è un film da vedere.
Per gli appassionati della sezione, amerete gli effetti speciali!
Cos'è,infine,Il labirinto del fauno? Basta leggere Baudlaire e il collegamento si fa pian piano più spontaneo, è i fiori del male!
IL LABIRINTO DEL FAUNO: 82/100

lunedì 25 maggio 2015

Quando la musica accompagna il dramma! La scena la riconoscete,vero?

2001,palma d'oro, Nanni Moretti, "La stanza del figlio".
Questa scena è la crudeltà del destino e dell'inconscio ma poco sarebbe senza quella canzone:
By this river,Brian Eno.
La musica sembra adagiarsi pian piano sulle spalle di Moretti,distrutto per la perdita del figlio ed è così che, una scena, non ha bisogno di pianti o grida ma di una canzone, quella giusta!
Down, down,down, ripete Eno e down down down va il tuo morale. Moretti, cosa sei riuscito a fare? Questa è una delle scene più belle di tutto il film.
La finzione e la confessione:
E' per un amico, ha la traduzione dei testi?
Ok, è per mio figlio, volevo fargli un regalo e poi, così, il regalo lo fa a noi e al cinema.
Notare, la canzone è tagliata e, nel momento in cui Moretti si rassegna e si rende conto di una cosa, cioè che è inutile, lui non farà tornare il figlio, la canzone passa direttamente alla seconda strofa e, mentre Nanni si allontana dal negozio,recita:
Cercando di ricordare perchè siamo venuti,venuti,venuti.
Io non so dire di più su questa scena,guardatela:
https://www.youtube.com/watch?v=CA5sisIOna0

Cinema: l'audio lo dobbiamo a loro!

Ecco a voi una fantastica foto. Cos'è? Un fonico sul set.
Come vedremo, la troupe cinematografica è una squadra enorme, quasi come una squadra di calcio (compresi i panchinari e i non convocati). Una troupe di venti persone, si definisce una troupe piccola.
Di altre figure professionali che ne fanno parte parleremo ma, oggi, siamo all'audio e parliamo di chi rende l'audio di un film sonoro.
Le ricerche vi condurranno, fondamentalmente, a due figure professionali:
Iniziamo da una, che si ramifica in tre: il fonico.
Il fonico è, chiaramente, colui che gestisce l'audio di un film:
1) fonico di presa diretta: sul set, non è lui ad avere il microfono
2)fonico di missaggio: a lui il compito di miscelare le fasi audio
3) fonico di doppiaggio: sostituisce i dialoghi a quelli originali.
La figura del fonico è altamente specializzata, mai che il fonico faccia un errore in una delle tre fasi, ne va dell'intero prodotto finale.
Al fonico, in fase di presa diretta, si aggiunge immancabilmente seconda figura: Il microfonista
Il microfonista è , volgarmente, il famoso uomo che tiene l'asta del microfono. E' pagato solo per questo? NO! Ovviamente, anche il microfonista è una persona specializzata, una figura professionale della troupe, ma a metà tra troupe e cast.
Il suo lavoro comincia con lo studio dei dialoghi e dei movimenti, d'altronde non può sbagliare a piazzare il microfono, entrando quindi nel vivo dell'azione stessa della scena: è una di quelle figure che deve conoscere al 100% il prodotto che si sta elaborando, perchè lui non può sbagliare.
Abbiamo solo scrostato la punta dell'iceberg di queste importantissime figure,per chi vuole lavorare all'audio ci sono diverse scuole professionali.
Ancora una volta, cari napoletani, vi consiglio la Pigrecoemme, dove il corso di fonica è tenuto da Carlo Licenziato, una delle figure più apprezzate del settore.
Oltre alla formazione di base di fonica e audio, Carlo offre lezioni sulle apparecchiature che si utilizzano e, soprattutto, sul come si utilizzano queste apparecchiature.

Storia del sonoro: L'importanza della musica nel cinema

L'invenzione del cinema si da al 1888, con la prima pellicola di ben due secondi. Due secondi di rivoluzione, ma siamo qui per parlare di altro, il sonoro!
A differenza di quanto si può pensare, il sonoro esisteva anche nel cinema muto, ma era fatto dal vivo o ripreso fuori sincro, data l'assenza dei microfoni. Parliamo infatti dell'inizio del ventesimo secolo, arrivò proprio dal nostro paese la prima sincronizzazione del suono con il video, ancora non parliamo di cinema sonoro, per quello dobbiamo aspettare ancora qualche anno.
Il sonoro, ovvero le voci, nasce nel 1927 con "Il cantante di Jazz" di Alan Crosland e, da allora, la rivoluzione.
Pian piano che i tempi andavano avanti,le ricerche sonore li seguivano. Dialoghi migliori, effetti e poi colonne sonore.
Oggi è tutto più facile: computer,digitale ma pensate a quanto ammontava prima la spesa.
La musica è una delle componenti fondamentali del cinema, la musica ci fa provare emozioni solo ascoltandola, immaginiamola inserita in un contesto audiovisivo adatto: a volte un film ci sta annoiando, perdiamo l'attenzione e poi arriva QUELLA SCENA, CON QUELLA MUSICA e si scatenano le emozioni, saresti capace di rivederla venti volte di fila senza mai annoiarti.
Ma cosa pensate che sia il cinema, se non l'unione finale di tutte le arti visive, scrittorie, letterarie e musicali?

The doors: a 20 anni dalla scomparsa, ci raccontano il poeta.

Oliver Stone, nel 2001, racconta la vita dell'ultimo poeta maledetto, non senza qualche intoppo, raccontiamo The doors.
La parte tecnica del film, audio, sceneggiatura, regia, scenografia etc... sarebbe da Golden globe, eppure non c'è mai stato un grande riconoscimento per questo film,
La cosa più particolare del film è l'atmosfera nella quale ci porta, psichedelica proprio come Morrison.Le musiche sono quelle dei Doors e alziamo le mani, ora: perchè questo film non merita grandi riconoscimenti?
L'errore più grande del film è la storia,Stone esagera ed enfatizza e, a volte , il personaggio poetico Jim Morrison, diventa quasi un buffone, un giullare. La critica e Ray Manzarek,che aveva fornito le informazioni per la produzione, ci sono rimasti malissimo, insieme a tanti fans del cantante come me.
Il film, tuttavia, non è da buttare, la follia e il genio di Morrison appaiono comunque chiari a noi "comuni mortali" e consiglio di vederlo.
Il momento della rottura di Morrison con la comune musica del tempo è segnata, come nella realtà, dalla famosa frase:
Father? yes son? I want to kill you! Mother...i want to fuck you. (The end)
Insomma, non il miglior modo per ricordare Morrison, ma un modo che può colpire.
THE DOORS: 64/100

domenica 24 maggio 2015

Case e festival del cinema indipendente.

Brevissimo articolo, volto ad elencare le maggiori case di cinema indipendente italiane e straniere, con il festival più importante.
Se intendete presentare qualcosa cominciate da qui:
Case Italiane:
  1. Atlantide Entertainment
  2. A.R.S. Film Roma Paolo Ferrantini
  3. Cattleya
  4. Colorado Film
  5. Fandango
  6. Lucky Red
  7. Melampo Cinematografica
  8. Mikado
  9. Officina Film
  10. Officine UBU
  11. Sacher Film
  12. Ierà
  13. WizArt Production 

  1. Case straniere:

  1. Lions Gate Films
  2. Newmarket Films
  3. Fox Searchlight Pictures
  4. Focus Features/Rogue Pictures
  5. Sony Pictures Classics
  6. IDP Distribution
  7. Warner Independent Pictures
  8. The Weinstein Company/Dimension Films
  9. Magnolia Pictures
  10. Paramount Classics
  11. Palm Pictures
  12. Picturehouse (
  13. THINKFilm
  14. Miramax

  1. fnt: Wikipedia.




per quanto riguarda i festival, basta cercarne e ne trovate tantissimi in ogni città, impossibili da elencare.
Sicuramente il più famoso è il Sundance film festival, dove arrivano anche i cortometraggi, attraverso selezioni nazionali che potete trovare in ogni città. Ogni anno si svolge a Salt Lake City, proprio dove dovrà nascere la più importante casa di produzione di cinema indipendente, già in costruzione, sempre della Sundance.


Indipendente e di successo

Qui sopra, un'immagine che tutti conoscono, una casa di produzione indipendente che tutti conoscono:
La Fandango: tante le produzioni, ultima nel 2013: Smetto quando voglio
Tanti da non contarli i successi. Oltre questa casa di produzione, ne contiamo almeno altre dodici famose e meno solo in Italia, alcune interamente dedicate al cinema indipendente, legate strettamente ai centinaia di festival italiani del cinema, da Palermo a Torino.
Se poi guardiamo all'estero, le case di produzione crescono e crescono a dismisura e i successi non mancano e uno tra tutti: Oscar alla migliore sceneggiatura originale per Juno, prodotto dal ramo indipendente della FOX e vincitore di numerosi trofei oltre l'oscar.
Insomma, il cinema indipendente non manca di riservare sempre grandi sorprese e molti lo preferiscono al cinema Major: sicuramente più intenso e più vero, non subisce forti imposizioni dalle case e dalle distribuzioni.


Basso costo, alto successo. Cos'è indipendente?

Il concetto di cinema indipendente, seppur risalente a trent'anni fa, rimane comunque una novità e un concetto nuovo.
L'idea di non dover essere Kubrick per fare cinema alletta molti e sempre più strumenti ce lo permettono.
Di case di produzione e di successi parleremo stasera, ora concentriamoci sui concetti base di questa branca del cinema, e non solo: L'indie nasce negli anni 80, non solo in campo cinematografico, ma un poco in tutti i campi dell'arte e raggiunge la massima espressione del suo successo nella musica e, da qualche tempo, nella settima arte.
L'indipendente va di pari passo con la tecnologia, anni '80 le prime videocamere accessibili a tutti e, oggi, il digitale, il web, le luci e i programmi di montaggio creano una nicchia che va sempre di più verso l'esplosione.
Attenzione, i costi sono abbattuti ma non minimi e nemmeno bassissimi; c'è sempre bisogno di produzioni e di calcoli ben delineati e ben chiari nella mente.
Oggi ci spingiamo verso l'esplosione di questo cinema, che spesso entra in trame psicologiche bellissime, ma di questo passo i nostri figli (spero) avranno accesso al cinema dalla porta principale. Insomma, ad ognuno il proprio tempo, noi accontentiamoci del ventunesimo secolo che, da questo punto di vista non è facile, non è difficile... dipende da noi!

Donnie Darko: Tra teorie fantascientifiche e dramma

2001. Kelly esordisce alla grande nel cinema indipendente, con quello che in pochi anni diventerà un cult: Donnie Darko.
L'opera non ha mai vinto un premio ma è sempre stata presentata fuori concorso, eppure la gente rimaneva a bocca aperta più per questa pellicola che per quelle in gara.
I personaggi sono particolarissimi, dallo stesso Donnie, interpretato da Gyllenhall, al coniglio Frank.
Cosa rende questo film spettacolare? Gli effetti no di certo, Donnie Darko è un film a basso budget.
La regia è bellissima, le locations e la scenografia pure, le musiche addirittura spettacolari e le interpretazioni...WOW.
La sceneggiatura e i dialoghi del film hanno creato vere e proprie frasi culto, una su tutte:
Donnie: "Perchè indossi quella stupida maschera da coniglio?"
Frank: "Perchè indossi quella stupida maschera da uomo?"
Tolti da mezzo i punti visibili, passiamo al perchè di questo effetto cult. La bellissima regia viene rafforzata da un soggetto studiato, ristudiato e ristudiato ancora,inserendo elementi di fantascienza studiati veramente dalla fisica: Il wormhole, il ponte di Einstein-Rose, la congettura di protezione cronologica di Hawking, meccanica quantistica, teoria del caos ed altro.
Aggiungiamoci l'atmosfera e il finale. Volete sapere come finisce Donnie Darko? Non lo avete capito e volete che qualcuno ve lo dica? ok... Donnie Darko ha circa dieci finali differenti e sei interpretazioni accettate e questa è una cosa bellissima.
Io ho la mia opinione ma il regista non si è mai espresso a riguardo, lasciando aperto un campo che, ancora oggi, ci porta dentro al film per provare a ricordare quell'ultima scena, quell'ultimo momento e dire: "no, non lo so"
E allora, in ultimo, scovate ogni segnale in D.Darko e godetevelo,ecco perchè il mio voto è inevitabile.
Donnie Darko: 100/100 con lode.

sabato 23 maggio 2015

Ultimi auguri,tifo per te!

Per chi ancora non avesse capito, dopo oggi, la mia posizione, IO TIFO NANNI MORETTI!
Questa celebre immagine lo ritrae nel 2001 con la palma d'oro assegnata a "La stanza del figlio".
Se andasse così, a quattordici anni di distanza, Nanni Moretti sarebbe il primo italiano a vincere due volte il titolo.
Quindi, cosa posso aggiungere? In bocca al lupo a tutti gli italiani in gara, super Auguri a Moretti! Vai Nanni, portaci questo trionfo a casa!

Moretti,Garrone e Sorrentino,vincete per il cinema italiano! / Moretti,Garrone and Sorrentino, win for italian cinema!

E' iniziata così l'avventura italiana a Cannes, tre eccellenti registi, tre eccellenti film e un solo pensiero: Io, quella palma, me la prendo!
La vinceremo noi? Non posso fare previsioni azzardate:
Moretti pare sia in testa su tutti, Garrone lo segue a ruota e la critica si divide su Sorrentino.
Insomma, il regista di Gomorra può ritenersi soddisfatto, comunque vada. Moretti ormai vuole l'oro e l'oscar Sorrentino si dovrà,forse, accontentare della nomination.
Mica male, il cinema italiano torna alla grande e lo fa con tre grandi film, pieni di voglia,entusiasmo e pieni di orgoglio italiano.
Altro che partite di calcio e mondiali, sono teso oggi come mai, aspettando il verdetto finale della giuria. Abbiamo fatto un'ottima figura.
Titolati sempre bene dopo la proiezione, i tre film raccolgono applausi (40 min. complessivamente).
Portate in patria il tredicesimo titolo,ragazzi, poi ne parliamo!

This picture is the begin of an adventure, the Festival of Cannes italian adventure, three excelents directors, three excellents films and just one think: I will win that palm!
Will we win? I can't make reckless forecasts:
Moretti is on the top, after him Garrone and the cinematographic critics are divided on Sorrentino's film.
So, Gomorra director can be satisfied,whatever happens. Moretti wants the gold price and the Oscar Sorrentino, maybe, will have to settle of the nomination.
Not bad, italian cinema is back with three great films and we're all waiting for tomorrow.
World soccer cup? Please, today i'm stressed as never, waiting the final verdict of the jury. We did it guys.
Good reception for the three after the first proiection of their films, we had 40 minuts of applauses.
Take in our nation the therteenth prize frome Cannes, guys, than we can talk about your works!

in breve: Cannes parla italiano

Palme d'oro? L'italia è seconda, prima se contiamo solo le europee. Riprendiamoci il festival.
Sappiamo che quest'anno siamo al concorso con tre film ma, in breve, qual è la storia dell'Italia a Cannes...?
E' una storia di tanti  successi ma qui parliamo solo della famosa palma d'oro.
Prima di passare al breve elenco, vorrei farvi notare quanto vincevamo prima e quanto vinciamo ora, fateci caso, per capire se veramente il nostro cinema deve ritrovare le sue origini, le sue fondamenta e ripartire o, almeno, rinnovarsi.
Detto questo, vi mostro l'elenco , fatto di nomi eccellenti di Italiani che hanno trionfato al festival, dal 1945.
1946: Roma,città aperta-Rossellini
1951: Miracolo a Milano-De Sica
1952: Due soldi di speranza-Castellani
1960: La dolce vita-Fellini
1963: Il gattopardo-Visconti
1966: Signore e signori-Germi
1967: Blow up- Antonioni
1972: La classe operaia va in paradiso-Petri
1972: Il caso Mattei-Rosi
1977:Padre padrone-Taviani
1978: L'albero degli zoccoli-Olmi
2001: La stanza del figlio-Moretti
DODICI PALME PER DODICI REGISTI E IL 2015?